Gli Ambigui

Buongiorno a tutti miei amati fiorellini, come va? Qua nella mia aiuola si sta un po’ secchi, un po’ come d’estate nel deserto un’alga marina. Infatti da quando sono tornata single (dopo essermi liberata di zavorre umanoidi) continuo ad inciampare in esemplari meravigliosi, nuovi e sempre emozionanti di CU, ovvero Casi Umani, come amiamo chiamarli tra amiche. Il lato positivo della faccenda, e ne trovo uno solo perché altrimenti oltre che di siccità qua moriamo anche di disagio, è che come sapete trasformo questi speciali incontri in articoletti per voi e mi mantengo in forma. Come avrete potuto capire dal titolo oggi voglio aprire la grandissima parentesi degli Ambigui.

Dal momento che qualcosa di ambiguo è necessariamente qualcosa di un po’ dubbio, partirei cercando di fare un po’ di chiarezza almeno sul significato di questo aggettivo: “ambiguo, che denota o implica ambiguità, che ammette due o più significati; incerto“. Che è più o meno al pari di dire che “assonnato è ciò che implica sonno; stanco“. Utile. Proviamo anche con la parola ambiguità per fugare ogni dubbio, magari ci va meglio sta volta: “ambiguità, condizione implicante la possibilità di una duplice interpretazione“. Oh ecco, già meglio. Da questa inutile introduzione sul significato delle parole che uso possiamo dedurre che gli Ambigui sono quelli che dicono o fanno una cosa ma lasciando intendere anche altro. Ma anche quella cosa. E anche il contrario di quella cosa. Il tutto diventa così confuso che alla fine non sai se avevano davvero fatto quella cosa o no. Ahh miei cari mollicci, quanto sarebbe monotona la mia vita se non passassi le mie giornate ad interrogarmi sui vostri strambi comportamenti io non lo so, in ogni caso grazie, grazie davvero, perché con voi fra i piedi la vita diventa una giostra; una giostra dell’orrore piena di zombie e piedi da cui cerco di scappare mentre giro contemporaneamente su me stessa e su una piattaforma fino a che mi viene la nausea, ma comunque una giostra.

I segnali

Bene bene, che combinano questi qui? Allora, partiamo dal fatto che nella società attuale dove l’antica pratica del bigliettino a doppia risposta “vuoi metterti con me? sì/no” è ormai cosa obsoleta, bisogna ricorrere a nuove tattiche, sia per far intendere di essere interessati, sia per cogliere i “segnali” dell’interesse altrui. Purtroppo non siamo insetti, che rilasciano e percepiscono ormoni e quindi li vedi tutti li a colonne altissime mentre cercano di accoppiarsi a più non possono (perché probabilmente muoiono prima della successiva stagione e quindi si abbuffano in quanto quella è la loro prima e ultima scopata), non siamo pavoni che sfoggiano code colorate, e se trovassimo un equivalente sarebbe considerato esplicito quanto il bigliettino e dunque scartato a priori, e nemmeno gatti che miagolano in continuazione strusciandosi e lanciandosi dai balconi. Noi i segnali ce li dobbiamo inventare. E qua c’è il primo problema sull’ambiguità: nessuno ha scritto un vocabolario dei segnali da consultare per capire che cosa qualcuno cerca di farci cogliere. Nono. Noi siamo artisti e abbiamo deciso di usare dei segnali che non esistono, che ci siamo inventati e che ognuno utilizza a suo modo. Quindi un gesto che per me vuol dire A, per altri vuol dire B. E già qui abbiamo un problema di fondo direi, al quale si aggiunge il fatto che nonostante alcuni segnali siano stati abbastanza codificati, gli Ambigui continuano ad utilizzarli a loro piacimento, facendoti intendere cosa diverse da quello che realmente intendono.

Facciamo un esempio. Esci, incontri un ragazzo (o una ragazza, suppongo che sia pieno di Ambigue anche tra noi donne ma, come al solito, non ne ho esperienza quindi perdonatemi ma parlo solo di uomini), cominciate a chiacchierare del più e del meno, passate una bella serata insieme per ore ed ore e lui fa cose tipo toccarti le braccia o la schiena o i capelli, offrirti da bere, accompagnarti al bar quando ti alzi anche se tutti i suoi amici sono fuori, aspettarti, accompagnarti a casa e dirti che sei davvero una bella ragazza, accennare vagamente all’argomento “relazioni” o “sesso” (questo non dipende dall’Ambiguo, purtroppo, ma da cosa si va cercando quindi non posso definirlo a priori). Tu in questo modo cogli segnali di interesse, specialmente per quanto riguarda il contatto fisico, le tue amiche colgono suoi segnali di interesse nei tuoi confronti, il barista coglie segnali di interesse, perfino i tavoli a cui state bevendo colgono segnali di interesse e ti incoraggiano. Ma arrivati sotto casa ti abbraccia, ti saluta e se ne va. Così, come se foste amici di lunga data o fratelli o che ne so. I veri Ambigui, poi, rendono ambiguo pure il saluto: magari ti danno un bacio sulla guancia che è così vicino alle labbra che è quasi un bacio a stampo, ma non è un bacio a stampo; oppure ti tengono stretta per troppi secondi e ti chiedono quando vi rivedrete. Il livello massimo lo raggiungono se poi non li vedete più e oltre che ambigui diventano pure spariti.

La domanda è “Perché?”

Non so esattamente dirvi che ruolo giochi l’innaffiatoio in tutto ciò, probabilmente è ambiguo pure lui perché, come sappiamo, i segnali non se li inventano i mollicci, esseri informi e non del tutto senzienti, ma li inventa l’innaffiatoio che, come è giusto che sia, vuole annaffiare. Solo che poi improvvisamente non vuole più. O forse non ha mai voluto e questi specifici mollicci sono particolarmente creativi e pazzi? Io non lo so, so solo che gli Ambigui sono nella mia top 3 dei Cuori Infranti perché ne incontro in continuazione e perché ti illudono così tanto che poi un po’ il cuoricino infranto ce l’hai sul serio (mica come certi altri che infrangono solamente i testicoli).
Resta comunque da chiarire se questi esseri siano consapevoli di ciò che stanno facendo o meno e soprattutto il perché di tale comportamento: forse ne sono semplicemente lusingati? Forse inizialmente era un gioco che poi è un po’ sfuggito di mano? Forse hanno cambiato idea a metà ma erano troppo timidi per fare marcia indietro? Forse sono troppo timidi per mettere la marcia successiva e quindi abbandonano la gara all’ultimo? Ragazze, io non lo so. Se lo sapessi probabilmente starei uscendo con uno di loro anziché farmici adorabilissime seghe mentali e parlarne sul mio piccolo blog, ma prometto che quando scoprirò i segreti di questi mollicci meno amorfi del solito ve li svelerò.

Vorrei lasciarvi con una massima che è sempre valida per quanto riguarda i comportamenti senza senso degli uomini. Allora, noi abbiamo un certo numero di litri di sangue nel corpo e quel sangue viene anche utilizzato per portare ossigeno al cervello. Purtroppo tutti quanti sappiamo che c’è anche un altro organo nell’anatomia maschile che necessita di sangue per funzionare e così capita che, se si eccitano, il sangue che può arrivare al loro cervello è molto meno e così semplicemente non ce la fanno più a ragionare. A questo dobbiamo aggiungere che pure il fegato ciuccia un sacco di sangue e quindi un maschio un po’ bevuto e con un’erezione non sarà in grado neanche di recitarvi una tabellina. Figuriamoci fare cose tipo essere chiaro o non sparire nel nulla. Perdonateli, è tutta colpa della distribuzione del sangue.